«Ecobonus, articolo 10 su sconto in fattura danneggia artigiani e piccole imprese» 
Prisco e Nastri (FdI) scrivono al ministro Di Maio: ‘Si attivi con urgenza, troppe ditte rischiano il crac’ 

Salviamo l'Italia

«Ecobonus, articolo 10 su sconto in fattura danneggia artigiani e piccole imprese» 
Prisco e Nastri (FdI) scrivono al ministro Di Maio: ‘Si attivi con urgenza, troppe ditte rischiano il crac’ 

Il deputato Emanuele Prisco e il senatore Gaetano Nastri di Fratelli d’Italia chiedono al ministro dello Sviluppo economico Antonio Di Maio di «attivarsi urgentemente» per abrogare l’articolo 10 del Decreto Crescita che ha introdotto lo sconto in fattura per l’Ecobonus e il Sismabonus affinché venga «impedito un danno evidente al nostro tessuto economico prevalentemente costituito da Pmi incapaci di sostenere un onere finanziario così gravoso». «L’articolo 10 – si legge in una nota di FdI – rappresenta una rovina per artigiani e piccole imprese. Considerando che non esistono scorciatoie l’unica soluzione per evitare che le ditte siano costrette ad anticipare un contributo pubblico, facendo da bancomat allo Stato, è l’abrogazione della misura». Nella missiva inoltrata al Mise gli esponenti del partito di Giorgia Meloni spiegano che «nell’intento, seppur condivisibile, di riconoscere a chi opera ristrutturazioni in regime di Ecobonus e Sismabonus una fruizione immediata dell’agevolazione fiscale tramite sconto in fattura» la normativa «pone tuttavia l’onere finanziario dell’operazione a carico di produttori e fornitori, arrecando un duro colpo ai nostri imprenditori». 
«Nessun fornitore si accollerebbe mai né il credito né gli oneri finanziari e i relativi rischi dell’operazione – si legge – dato che in linea di massima, eccezion fatta per i grandi gruppi, pochissimi hanno le capacità per assorbire il credito di imposta riversato dai clienti. Le nostre Pmi – proseguono Prisco e Nastri – non hanno la forza di sopportare il peso di un tale provvedimento. Al contrario rischiano di perdere un ulteriore segmento di mercato già fortemente eroso dalle multiutilities che hanno grandi capacità economiche e possono vantare rilevanti crediti di imposta da compensare». 

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